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Trapianti

Trapianto di organo solido in Italia

Il trapianto d’organo rappresenta un’alternativa terapeutica risolutiva per patologie croniche quali l’Insufficienza renale cronica e il diabete e l’unica possibilit� terapeutica per patologie terminali di organi vitali quali il cuore, il polmone e il fegato.

In Italia vengono eseguiti circa 3.200 trapianti totali per anno, di cui circa il 60% sono rappresentati dal trapianto di rene, seguito dal trapianto di fegato, di cuore, di polmone e di pancreas.

Nonostante il sostenuto numero di trapianti eseguiti, il numero di pazienti in lista d’attesa resta elevato: complessivamente circa 9.500 pazienti di cui circa 6.500 in attesa di trapianto di rene, 1.650 di trapianto di fegato, 700 di trapianto di cuore, 300 di trapianto di polmone, 170 di trapianto di pancreas.

I pazienti sottoposti a trapianto necessitano di una terapia immunosoppressiva il cui scopo � inibire alcune funzioni del sistema immunitario, che altrimenti riconoscerebbero il nuovo organo come estraneo tendendo al suo rigetto.

L’immunosopressione � intensa immediatamente dopo il trapianto e poi diminuisce gradatamente durante il primo anno. Questo perch� il sistema immunitario del ricevente inizia ad adattarsi al trapianto in vari modi.

Esistono due grandi categorie di farmaci immunosoppressori: i farmaci endovenosi anti-rigetto e i farmaci di mantenimento.

Il primo gruppo consta principalmente di anticorpi, mono o policlonali che garantiscono un’immunosoppressione intensa e sono somministrati per via endovenosa per un breve periodo a partire dal giorno del trapianto (fase di induzione).

Il secondo gruppo consiste in farmaci somministrati in diverse combinazioni e dosaggi, che il paziente assumer� per tutta la vita (fase di mantenimento).

Tuttora, nonostante l’utilizzo di farmaci immunosoppressori, il problema maggiore rimane la sopravvivenza a lungo termine dell’organo e del paziente, nonch� la sua qualit� di vita. Sopravvivenza e qualit� di vita sono strettamente condizionate dalle complicanze conseguenti all’assunzione cronica (per tutta la vita) degli immunosoppressori stessi, come Ciclosporina, FK, Steroidi…

Le immunoglobuline anti timociti umani sono un anticorpo policlonale (utilizzato quindi in fase di induzione) che garantisce una efficace prevenzione del Rigetto Acuto offrendo allo stesso tempo la possibilit� di ridurre la terapia immunosoppressiva cronica e di personalizzare la terapia stessa secondo le esigenze del paziente.

Trapianto di midollo osseo ovvero di cellule staminali ematopoietiche in Italia

Il trapianto comunemente detto “di midollo”, consiste nella somministrazione endovenosa di cellule staminali ematopoietiche ovvero cellule precursori che attraverso successive e ripetute divisioni, danno luogo alle cellule mature del sangue e cio� ai globuli rossi, ai globuli bianchi e alle piastrine. Le cellule staminali sono contenute in prevalenza all'interno del midollo osseo, ma sono presenti anche nel sangue periferico e nel sangue del cordone ombelicale al momento della nascita. In altre parole il cosiddetto trapianto di midollo osseo � in realt� un trapianto di cellule staminali ematopoietiche che sono estratte dal midollo osseo ma che possono essere recuperate anche dal sangue periferico e dal cordone ombelicale.

A seconda del tipo di donatore, esistono tre tipi di trapianto di midollo: autologo (il donatore � il paziente stesso cui vengono prelevate, trattate, reinfuse, le proprie cellule staminali), singenico (il donatore � un gemello identico) e allogenico (altro donatore). Il trapianto allogenico pu� essere a sua volta suddiviso in sibling (donatore familiare compatibile), MUD (donatore volontario compatibile), aploidentico (donatore familiare parzialmente compatibile).

In Italia vengono eseguiti circa 4.000 trapianti di midollo all’anno, di cui circa 1.300 sono allogenici ed i restanti autologhi.

Lo scopo del trapianto � quello di curare malattie neoplastiche del sangue (leucemie, linfomi, mielomi), malattie non neoplastiche del sangue (anemia aplastica, talassemia) o, pi� di recente, tumori solidi.

Il trattamento chemio e/o radioterapico che va sotto il nome di "condizionamento" � una terapia molto aggressiva, che rappresenta il primo dei rischi e delle difficolt� che il paziente trapiantato deve affrontare ma che abitualmente supera facilmente. La chemioradioterapia di condizionamento non serve solo per fornire lo spazio midollare necessario all'impianto e allo sviluppo delle cellule staminali emopoietiche normali trapiantate ma anche a distruggere le cellule anormali responsabili della malattia.

I problemi principali legati al trapianto di midollo osseo, e nello specifico al trapianto MUD e aploidentico, sono la Graft versus Host Disease (GvHD), il contenimento della mortalit� correlata al trapianto (TRM), la recidiva di malattia.

La GvHD � una reazione immunitaria nella quale le stesse cellule infuse nel ricevente nel corso di un trapianto allogenico, reagiscono contro i tessuti del ricevente.

Le reazioni GvHD acute e croniche possono essere ridotte adottando un’efficace regime immunosoppressivo che in genere inizia prima del trapianto. L’immunosoppressione consta di anticorpi mono o policlonali, utilizzati per pochi giorni, e di una terapia di mantenimento che viene proseguita per qualche mese dopo il trapianto.

Le immunoglobuline anti timociti umani sono un anticorpo policlonale utilizzato nella maggior parte dei trapianti allogenici per la profilassi della GvHD acuta e cronica; sono l’unico anticorpo ad oggi registrato in Italia per questa indicazione.

Sono tuttora in corso numerosi studi finalizzati al miglioramento dei risultati nell’area dei trapianti e finalizzati all’estensione dell’utilizzo di questo farmaco in altre aree terapeutiche come le Malattie Autoimmuni.




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