Data: 11 Luglio 2011
Catapano, Direttore Generale Fondazione SISA “Da questi risultati nuove interessanti prospettive anche per i pazienti italiani”
Genzyme, un’azienda del Gruppo Sanofi e Isis Pharmaceuticals Inc hanno presentato al 79° Congresso della European Atherosclerosis Society (EAS) due analisi da studi di fase III su mipomersen: il capostipite degli inibitori di sintesi dell’apolipoproteina B, attualmente nella fase finale di sviluppo, la cui funzione è quella di ridurre il colesterolo LDL (LDL-C).
La prima analisi sugli effetti di mipomersen su elevati livelli di LP(A)
“Mipomersen, A First-in-Class ApoB Synthesis Inhibitor, Lowers Lp(a) in Patients with Heterozygous Familial Hypercholesterolemia (HeFH) and High Baseline Lp(a): Results from two Phase 3 studies,” - Elisabeth Steinhagen-Thiessen, M.D., della Lipid Ambulatory Clinic, University of Berlin, Germania.
I dati di due sperimentazioni di fase III randomizzate, controllate verso placebo, in pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH) hanno evidenziato come mipomersen riduca la Lp(a), il colosterolo LDL ed altre quantità di lipoproteine aterogene quando associato alla terapia ipolipemizzante esistente.
In uno dei due studi sono stati arruolati 124 pazienti HeFH con CAD (coronaropatia) mentre per l’altro 58 pazienti con HeFH grave. Tutti i pazienti stavano già assumendo la massima dose tollerata di statina così come, nella maggior parte dei casi, anche altri farmaci ipolipemizzanti.
Entrambe le sperimentazioni hanno raggiunto gli endpoint primari, secondari e terziari. In particolare, nei due studi, mipomersen ha ridotto il colesterolo LDL del 28% e del 36% rispettivamente, mentre si è registrato un incremento del 5% e del 13% nei soggetti trattati con placebo, (nei due casi p<0.001).
Oltre a valutare la riduzione percentuale di colesterolo LDL come endpoint primario, le due sperimentazioni hanno anche valutato la riduzione percentuale della Lp(a) come endpoint terziario.
La maggior parte dei pazienti coinvolti nelle due sperimentazioni (71% e 62 %) presentava livelli elevati di Lp(a) (definiti come >20 mg/dl) al basale. Mipomersen ha ridotto la lipoproteina Lp(a) in media del 21% e del 39%, rispetto allo 0% e al 5% dei rispettivi gruppi placebo (entrambi p<0.001).
Mipomersen ha ridotto la Lp(a) in misura ≥ 50% nel 22% dei pazienti che hanno assunto mipomersen per tutta la durata dei due studi. Le riduzioni osservate si sommavano a quelle che i pazienti avevano già ottenuto con i regimi terapeutici esistenti.
“I risultati presentati all’EAS evidenziano il potenziale di mipomersen nel trattare le specifiche esigenze dei pazienti con forme severe di ipercolesterolemia familiare (FH),” ha affermato Riccardo Palmisano, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Genzyme in Italia. “Fatta eccezione per l’aferesi, non esistono altri trattamenti approvati che diano risposte efficaci agli specifici problemi che si presentano ai pazienti affetti dalla forma grave di FH, tra i quali gli elevati livelli di Lp(a) e di colesterolo LDL. Riteniamo che mipomersen potrà rappresentare un’importante opzione a disposizione di medici e pazienti per il trattamento di questa rara patologia genetica che può colpire in modo anche grave già nei primi anni di vita”.
La seconda analisi sul potenziale di mipomersen nel ridurre la necessità di lipo-aferesi
“Mipomersen, an ApoB Synthesis Inhibitor, Might Reduce Necessity for Lipid Apheresis in CAD,”
K.G. Parhofer, M.D., della Ludwig-Maximilians University, Munich, Germania
La seconda analisi si è concentrata sul potenziale di mipomersen nel ridurre la necessità di una lipido-afersi inducendo una riduzione dei valori del colesterolo LDL al di sotto della soglia di indicazione all’aferesi.
I pazienti con forme severe di FH sono infatti potenziali candidati a questo tipo di trattamento, una procedura simile alla dialisi nella quale il sangue viene filtrato attraverso un’apparecchiatura per eliminare il colesterolo in eccesso.
I valori soglia di colesterolo LDL specifici di ogni singolo Paese per la determinazione dell'idoneità all'aferesi possono variare da ≥ 100 mg/dL a ≥ 160 mg/dL. Tuttavia, molti pazienti idonei non sono sottoposti ad aferesi per il costo elevato e l’impatto negativo sulla qualità della vita di questa procedura.
Nella sperimentazione di fase III in pazienti affetti da HeFH con CAD, un’ulteriore ananlisi ha evidenziato che mipomersen riduce la percentuale di soggetti con livelli di colesterolo LDL ≥ 160 mg/dL del 95% (da 39% a 2%); con livelli di colesterolo LDL ≥ 130 mg/dL del 74% (da 62% a 16%) e con livelli di colesterolo LDL ≥ 100 mg/dL del 45% (da 98% a 54%). Le riduzioni osservate si sommavano a quelle che i pazienti avevano già ottenuto con i regimi terapeutici esistenti. Non sono state evidenziate variazioni significative del colesterolo LDL nei pazienti trattati con placebo.
“Questi risultati lasciano supporre che l’impatto di mipomersen nel panorama dei trattamenti potrebbe essere rilevante e decisamente significativo, sia in Paesi come la Germania, dove l’aferesi è più ampiamente disponibile e la soglia di idoneità è più bassa, sia in luoghi come gli stati Uniti, dove la disponibilità dell’aferesi non è altrettanto ampia,” ha affermato il Dr. Parhofer della Ludwing-Maximiilians Univerity di Monaco. “Mipomersen ha la potenzialità di ridurre il ricorso all’aferesi in un numero considerevole di pazienti e diventa anche un’importante nuova opzione di trattamento per coloro che, pur essendo idonei all’aferesi, non possono accedervi o non sono in grado di tollerare l’impatto di questa procedura sulla propria qualità di vita.”
Genzyme prevede di presentare la richiesta di approvazione per la commercializzazione nell’UE di mipomersen per il trattamento di pazienti con ipercolesterolemia omozigote (Ho) FH e ipercolesterolemia eterozigote severa (HeFH) all’inizio del terzo trimestre di quest’anno. Genzyme prevede inoltre di presentare la richiesta di approvazione negli Stati Uniti per l’indicazione HoFH nella seconda metà di quest’anno.
Genzyme e Isis hanno completato i quattro studi di fase III che si prevede saranno inclusi inizialmente nei dossier per gli Stati Uniti e l’Unione Europea. In tutti gli studi, condotti sia su pazienti HoFH che HeFH, l’end point primario, consistente in una significativa riduzione del colesterolo LDL, è stato raggiunto. Analogo risultato si è ottenuto anche con gli endpoint secondari e terziari, evidenziandosi in particolare una significativa riduzione percentuale della Lp(a).
Nei quattro studi di fase III gli eventi avversi osservati più comunemente sono stati reazioni nel sito di iniezione e sintomi simil-influenzali. Sono stati osservati aumenti persistenti delle transaminasi epatiche (ALTs), di oltre 3X ULN (oltre tre volte il limite superiore di normalità), nell’8% dei pazienti in trattamento con mipomersen in tutti e quattro gli studi. Con “persistenti” si intendono aumenti consecutivi ad almeno una settimana d’intervallo. I pazienti trattati con mipomersen che sono stati valutati con RMN, hanno mostrato aumenti moderati dei lipidi epatici. Nessun paziente ha evidenziato in altri test di laboratorio variazioni indicative di disfunzioni epatiche. In generale, gli aumenti dei livelli di ALT e di grasso epatico sembravano associati a cali rapidi e più importanti di colesterolo LDL.
I commenti agli studi
“Mipomersen è uno straordinario esempio del potenziale della tecnologia antisenso nell’affrontare necessità mediche primarie non soddisfatte,” ha affermato Stanley T. Crooke, Presidente e CEO di Isis Pharmaceuticals. “Siamo in attesa della documentazione in arrivo quest’anno, poiché ci avvicinerà al nostro obiettivo che è quello di mettere mipomersen a disposizione di pazienti che hanno assoluto bisogno di nuove opzioni terapeutiche.”
“In Italia esiste da tempo un gruppo di ricercatori che si occupa in maniera dettagliata e con rilevanza europea e mondiale delle ipercolesterolemie familiari –spiega il Professor Alberico Catapano Direttore Generale Fondazione SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi) – Attraverso il progetto LIPIGEN forniamo infatti un servizio di diagnosi molecolare certa, attività di educazione per la popolazione, per gli operatori sanitari, per i medici e anche a livello associativo con l’obiettivo di rendere più visibile, anche attraverso testimonianze dirette, il grave rischio cardiovascolare che questi pazienti corrono se non trattati in modo appropriato. I recenti studi su mipomersen consentono di intravedere una significativa possibilità terapeutica per un gruppo di pazienti tutt’ora esposto a gravi conseguenze cliniche nonostante l’adozione di complessi regime di trattamento”.
Informazioni su Mipomersen
Mipomersen è il capostipite degli inibitori di sintesi dell’apolipoproteina B, attualmente nella fase finale di sviluppo, la cui funzione è quella di ridurre il colesterolo LDL (LDL-C). L’obiettivo è di ridurre il colesterolo LDL attraverso la prevenzione della formazione di lipoproteine aterogene, le particelle che trasportano il colesterolo nel flusso sanguigno. Mipomersen agisce bloccando la produzione di apolipoproteina B (apoB), la proteina che costituisce il nucleo strutturale di queste particelle aterogene, incluso il colesterolo LDL e la lipoproteina-a (Lp(a)).
Informazioni sull’ipercolesterolemia familiare
La FH è un disordine genetico che porta ad elevati livelli di colesterolo LDL e a pattern familiari di aumentato rischio di sviluppo precoce di cardiopatie talvolta anche fatali. I pazienti FH presentano anomalie ereditarie a livello delle cellule epatiche responsabili della rimozione delle LDL dal sangue. La FH è un disordine autosomico dominante, il che significa che tutti i parenti di primo grado di pazienti FH hanno una probabilità del 50% di essere affetti dalla malattia, rendendo quindi la diagnosi precoce tramite screening familiare assolutamente prioritaria.
I pazienti con FH severa presentano livelli di colesterolo LDL che sono da due a quattro volte più elevati rispetto ai livelli auspicabili anche in presenza di uno specifico trattamento farmacologico ipocolesterolemizzante. A questo gruppo di persone, indicate come affette da FH severa, appartengono i soggetti che hanno ereditato la malattia da entrambi i genitori (FH omozigote (HoFH)) e i soggetti che hanno ereditato la malattia da un solo genitore ed hanno una forma severa della malattia (FH eterozigote severa (HeFH severa)).
Per ulteriori informazioni sulla FH e su mipomersen, visitare il sito:
www.multimedianewscenter.com/genzyme/mipomersen-data-portal
Genzyme, un’azienda del Gruppo Sanofi
Genzyme, una delle società di biotecnologie più importanti al mondo, lavora per poter offrire nuove prospettive di vita alle persone affette da patologie gravi. Dalla sua fondazione avvenuta nel 1981, la società ha introdotto trattamenti innovativi che hanno offerto nuove speranze ai pazienti. La società svolge un’attività focalizzata principalmente su malattie genetiche rare, sclerosi multipla, patologie cardiovascolari ed endocrinologia. Genzyme è un‘azienda del Gruppo Sanofi. I comunicati stampa di Genzyme ed altre informazioni sulla società sono disponibili sul sito www.genzyme.com.
Sanofi
Sanofi, leader globale e diversificato nella salute, ricerca, sviluppa e commercializza soluzioni terapeutiche focalizzate sui bisogni dei pazienti. Sanofi ha i propri punti di forza in ambito sanitario con sette piattaforme di sviluppo: soluzioni per diabete, vaccini per l’uomo, farmaci innovativi, malattie rare, automedicazione, mercati emergenti e farmaci per la salute animale. Sanofi è quotata a Parigi (EURONEXT: SAN) e a New York (NYSE: SNY).
Isis Pharmaceuticals, Inc.
Isis sta utilizzando le competenze acquisite in ambito di RNA per ricercare e sviluppare nuovi prodotti per la propria pipeline e i propri partner. La società ha commercializzato con successo il primo farmaco antisenso e ne sta sviluppando altri 24. I programmi di sviluppo di Isis sono focalizzati sul trattamento di patologie cardiovascolari e metaboliche, gravi patologie neurodegenerative e tumorali. I partner di Isis stanno mettendo a punto farmaci antisenso, scoperti da Isis, per la cura di diverse patologie. Isis e Alnylam Pharmaceuticals sono co-proprietarie di Regulus Therapeutics Inc., una società specializzata nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di terapie a base di microRNA. Oltre a soluzioni terapeutiche per uso umano, Isis ha messo a punto innovazioni significative che hanno permesso la realizzazione di prodotti attualmente commercializzati da altre aziende, tra le quali anche Abbott. All’avanguardia nella scoperta e nello sviluppo di farmaci a base di RNA, Isis ha strutturato ed attuato una strategia brevettuale in grado di offrire ai propri farmaci e alle proprie tecnologie un’ampia e solida protezione. Per ulteriori informazioni su Isis visitare il sito www.isispharm.com
Dichiarazioni prospettiche di Sanofi
Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni prospettiche ai sensi del Private Securities Litigation Reform Act del 1995 e successive modifiche. Tali dichiarazioni non costituiscono fatti storici; esse comprendono proiezioni e stime nonché le ipotesi su cui queste poggiano, dichiarazioni riguardanti progetti, obiettivi, intenzioni e aspettative in merito a risultati finanziari futuri, eventi, operazioni, servizi, sviluppo e potenziale di prodotti, oltre a dichiarazioni riguardanti performance future. Tali dichiarazioni sono generalmente identificate dall’uso di parole quali “aspettarsiche”, “anticipare”, “credere”, “intendere”, “valutare”, “pianificare” e altre espressioni analoghe. Anche se la direzione di Sanofi ritiene che le aspettative rispecchiate in tali dichiarazioni siano ragionevoli, si avvertono gli investitori che tali informazioni e dichiarazioni sono soggette a numerosi rischi ed incertezze, in gran parte difficilmente prevedibili e generalmente al di fuori del controllo di Sanofi, e che potrebbero comportare che i risultati e gli sviluppi effettivi differiscano sostanzialmente da quelli espressi, o impliciti o previsti in tali informazioni e dichiarazioni. Tali rischi ed incertezze comprendono tra l’altro, le incertezze implicite in ricerca e sviluppo, analisi e dati clinici futuri, comprese la post-commercializzazione, le decisioni delle autorità normative, come FDA o EMA, riguardanti se e quando approvare un farmaco, dispositivo o applicazione biologica, oggetto della documentazione presentata per uno di tali prodotti candidati, nonché le loro decisioni riguardanti l’etichettatura ed altre questioni che potrebbero influenzare la disponibilità o il potenziale commerciale di tali prodotti candidati, la mancanza di garanzia che i prodotti candidati, se approvati, saranno commercializzati con successo, la futura approvazione e il successo commerciale delle alternative terapeutiche, la capacità del gruppo di beneficiare di opportunità di crescita esterne, oltre ai rischi discussi e o identificati nella documentazione pubblica depositata da Sanofi alla SEC e all’AMF, ivi compresi quelli elencati nelle sezioni “Risk Factors” e “Cautionary Statement Regarding Forward-Looking Statements” del rapporto annuale di Sanofi sul modulo 20-F per l’anno conclusosi il 31 dicembre 2010. A parte quanto disposto dalla regolamentazione applicabile, Sanofi non si impegna in alcun modo ad aggiornare o rivedere alcuna delle informazioni o dichiarazioni prospettiche.
Dichiarazioni prospettiche di Isis
Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni prospettiche riguardanti la collaborazione di Isis con Genzyme Corporation, le sue attività di sviluppo finanziario e commerciale, lo sviluppo, l’attività, il potenziale commerciale e terapeutico e la sicurezza di mipomersen nel trattamento di pazienti con livelli elevati di colesterolo. Qualsiasi dichiarazione che indichi gli obiettivi, le aspettative, le proiezioni finanziarie o di altro genere, le intenzioni o le convinzioni di Isis è una dichiarazione prospettica e dovrebbe quindi essere considerata soggetta a rischio. Tali dichiarazioni sono soggette a determinati rischi e incertezze, in particolare a quelle inerenti il processo di scoperta, sviluppo e commercializzazione di farmaci che siano sicuri ed efficaci come terapeutici per uso umano, e a quelle implicite nel tentativo di creare un business attorno a tali farmaci. Le dichiarazioni prospettiche di Isis implicano anche supposizioni che, nel caso in cui non dovessero mai concretizzarsi e risultare corrette, potrebbero determinare risultati sostanzialmente diversi da quelli in esse dichiarati o sottintesi. Nonostante le dichiarazioni di Isis riflettano il giudizio in buona fede del proprio management, esse si basano unicamente su fatti e fattori noti ad oggi alla società stessa. Si avverte pertanto di non fare affidamento su tali dichiarazioni prospettiche. Questi ed altri rischi riguardanti i programmi di Isis sono descritti in maniera più dettagliata nel rapporto annuale di Isis, modulo 10-K per l’anno conclusosi il 31 dicembre, 2010 depositato alla SEC. Copie di tale rapporto ed altri documenti sono disponibili presso la società.
Isis Pharmaceuticals è un marchio registrato di Isis Pharmaceuticals, Inc. Regulus Therapeutics è un marchio registrato di Regulus Therapeutics Inc.
1La Lp(a) o lipoproteina (a) è un fattore di rischio indipendente per cardiopatie ed eventi cardiovascolari. È riconosciuto che livelli elevati di Lp(a) hanno una forte componente genetica e sono particolarmente comuni in soggetti con ipercolesterolemia familiare (FH). Nel 2010 il consensus panel dell’EAS raccomandava uno screening e un trattamento dei livelli elevati della Lp(a), mentre l’expert panel della U.S.-based National Lipid Association sulla FH ha pubblicato quest’anno delle linee guida che sottolineano come livelli elevati di Lp(a) espongono i pazienti FH a rischio cardiovascolare molto elevato.